Anche l’occhio vuole la sua parte…

L’occhio dominante

Ognuno di noi ha un occhio che presenta un visus più forte di quello dell’altro occhio (occhio dominante). Questo è l’occhio da usare per prendere la mira su un bersaglio. Quando si mira. L’occhio dominante costituisce, per il cervello, la fonte primaria di informazione dell’immagine visiva percepita. L’altro occhio viene utilizzato principalmente per la percezione della profondità di campo o per il senso dell’orientamento.
Da notare che non sempre l’occhio dominante si trova sullo stesso lato della propia mano che… “scrive” (la lateralità più diffusa in tutti gli esseri umani è quella destrimane). Sarebbe utile, ove possibile, determinare quale dei due sia il nostro occhio dominante ancor prima di approcciare lo sport del tiro di precisione. Va oltretutto notato che l’occhio dominante non è sempre sullo stesso lato del corpo della mano che ..”scrive”.

Per determinare quale sia il proprio occhio dominante basta seguire questa semplice procedura:

  • selezionare un piccolo oggetto (la spigolo di un muro, ad esempio) che si trovi ad almeno cinque metri di distanza;

  • porsi di fronte all’oggetto ed estendere entrambe le braccia davanti a corpo verso l’oggetto;
  • con entrambi gli occhi aperti, formare una piccola apertura attorno all’oggetto accostando tra loro il pollice e l’indice delle mani;
  • traguardare l’oggetto attraverso l’apertura che si è formata e, mantenendo gli occhi aperti, riportare lentamente le mani, mantenendole nella posizione che hanno assunto, verso il viso;
  • assicurarsi che l’oggetto rimanga centrato attraverso l’apertura predisposta;
    a questo punto ci si troverà a guardare attraverso l’apertura con un solo occhio, quello dominante.

Per prendere la mira durante il tiro, si dovrebbe utilizzare soltanto l’occhio dominante. Se si trova dal lato opposto rispetto alla mano che ..”scrive” (ed impugna) è consigliabile cambiare la propria posizione passando il calciolo della carabina sulla spalla dal lato dell’occhio dominante. A questo punto, anche la mano che impugna l’arma e tira il grilletto, sarà quella posizionata sul lato dell’ occhio dominante.
Questa postura andrebbe evitata soltanto se risultasse di grande disagio per il tiratore che, se proprio non riuscirà ad assumere e mantenere la postura corretta, dovrà individuare una propria posizione di compromesso che gli consenta di tirare senza crearsi grandi difficoltà.

Mirare con gli occhi aperti

I tiratori dovrebbero sempre sparare con entrambi gli occhi aperti. Gli occhi lavorano costantemente insieme. Se uno dei due viene mantenuto chiuso, il visus dell’altro risulterà fortemente influenzato.
Molti tiratori si abituano a tirare con entrambi gli occhi aperti ma questa pratica riesce facilmente soltanto se è l’occhio dominante che è coinvolto nella mira del bersaglio. Comunque, se con entrambi gli occhi aperti sussistessero difficoltà di messa a fuoco del bersaglio, l’uso di un paraocchi che copra l’occhio libero, aiuterà il lavoro dell’occhio impegnato e concentrato sul centro del bersaglio, evitandone così l’affaticamento.
Basta fare una prova ritagliando un diaframma da un recipiente di platica translucida. Opaca, cioè, al punto da non far transitare immagini e, nel contempo abbastanza trasparente per far penetrare la luce.
Il diaframma in questione può facilmente essere montato su un vecchio paio di occhiali da sole privati di lenti.

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Soffermarsi a fissare troppo a lungo il centro del bersaglio

Se l’occhio del tiratore fissa il bersaglio per più secondi, l’immagine del centro (la Mouche, per intenderci) si imprimerà nell’area visiva del cervello, dando origine ad una fastidiosa immagine “fantasma”. Fenomeno facilmente verificabile fissando la mouche del bersaglio per una decina di secondi e spostando, subito dopo, lo sguardo leggermente di lato.
È particolarmente importante, per i tiratori, evitare questa visione fissa perché ingenera una perdita della percezione visiva e può ostacolare notevolmente le loro prestazioni. Per evitare di fissare il bersaglio per tempi che potrebbero risultare critici, basterà, durante la mira, chiuderli per qualche istante o spostare leggermente la propria visuale di pochi centimetri ogni 4/5 secondi.

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