Il Parallasse

Il correttore di parallasse di un’ottica che, se presente, è situato sull’obiettivo oppure su una terza torretta posta sulla sinistra del corpo centrale dell’ottica, assume un’ importantissima valenza nel tiro di precisione.

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Ma cos’è, in sostanza, il parallasse ed il conseguente errore che può determinare se non perfettamente stabilito?

Facciamo un semplice esempio pratico, “stendere un braccio in avanti, alzare il pollice e “mirare” un oggetto in direzione della punta del pollice chiudendo un occhio. Senza muovere il braccio aprire l’altro occhio e chiudere il primo: si verificherà che l’oggetto si è spostato e non è più in mira. Questo è dovuto all’errore di parallasse.

Così come leggendo il quadrante di uno strumento analogico. l’ago (indice di lettura) è staccato dalla scala graduata dello strumento pertanto, a seconda della nostra posizione rispetto all’ago, leggeremo misure differenti.

 

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Con un’ottica da tiro avviene la stessa cosa quando l’immagine ed il reticolo non sono sullo stesso piano focale.  In altre parole, quando l’immagine che si visualizza attraverso il reticolo non è perfettamente a fuoco

 

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 Pertanto, se in un’ottica dotata di correzione di parallasse il bersaglio risulta,

anche di poco, sfuocato, si incorre inevitabilmente in tiri sbagliati.   Tanto più corretta sarà la messa a fuoco del bersaglio tanto maggiore sarà la possibilità di centrarlo.

Ma come verificare se il bersaglio è veramente a fuoco? Basta spostare l’occhio leggermente a destra o a sinistra oppure in alto o in basso, rispetto all’ottica che si sta traguardando, per vedere il reticolo muoversi sul bersaglio in direzione inversa.

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Se invece il bersaglio è perfettamente a fuoco spostando l’occhio, come precedentemente indicato, il reticolo resterà fisso sul bersaglio.

il linkhttps://www.youtube.com/watch?v=fc44G6idYaomostra cosa succede nei due casi e può dare un’idea più chiara del fenomeno che si verifica.

Ovviamente questo è vero per ottiche di qualità. La scarsa tecnologia delle ottiche più economiche (le “cinesine” per intenderci) non consente quasi mai una perfetta messa a fuoco del bersaglio ed il fenomeno di deriva del reticolo sul bersaglio permane costantemente.

E’ quindi importante perdere un po’ di tempo con la propria  ottica abituandosi:

  • ad aprirne completamente la visuale (niente aloni scuri attorno al cerchio che si visualizza), centrando bene l’occhio sulla sua focale;
  • ad agire sul correttore sino ad individuare il giusto posizionamento del parallasse, in modo da eliminare (ottica di qualità) o ridurre al massimo (ottica economica) la deriva del reticolo sul bersaglio quando l’occhio devia dalla linea di puntamento.

A monte di tutto questo, è necessario che si possa contare su una certa costanza di Vo della carabina impiegata e che le condizioni ambientali, durante le prove che verranno effettuate, siano più che favorevoli (assenza o quasi di vento).

Ricapitolando:

  • Non dare troppo peso alla scala graduata; spesso non è tarata;
  • Mantenere ferma la carabina in posizione di tiro mirando sul bersaglio;
  • Muovere il correttore di parallasse per mettere a fuoco l’immagine;
  • Muovere la testa in alto e basso, destra e sinistra: se il reticolo si sposta sul bersaglio il paralasse NON è a posto;
  • Regolare il correttore di parallasse fintanto che, muovendo la testa, il reticolo non resta immobile sul bersaglio;
  • Ricordare che è meglio il parallasse BEN regolato e l’immagine non perfettamente a fuoco che il contrario;

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