
La situazione critica che ha accompagnato la chiusura definitiva del Tiro a Volo Pisana ha determinato una serie di spaccature all’interno dell’ASD BRAC Italia “La Fenice”. Così, nel corso di un’assemblea straordinaria, si è deciso di rivisitare scopi ed attività del sodalizio che sono strutturalmente cambiate come segue:
L’ASD BRAC Italia ha mantenuto, oltre al proprio nominativo, la gestione della componente organizzativa delle competizioni nazionali trasformandosi in un Polo di Gestione.
Gran parte degli associati, operanti presso il Campo di tiro della Pisana gestito parimenti dall’ASD BRAC Italia, si sono dimessi. Alcuni nel tentativo di costituire una nuova ASD, purtroppo mai andato in porto, altri riunendosi in un “Gruppo Sociale” che ha assunto il nome BRAC-ER’s TEAM “La Fenice”, del quale fa parte anche il sottoscritto.
Il Team della Fenice, ha seguitato a svolgere, tra mille difficolta la propria attività di tiro presso la Pisana, sino alla sua completa chiusura, avvenuta lo scorso Aprile 2025.
Per mantenere in piedi il nostro Gruppo e proseguire il nostro percorso, occorreva pertanto trovare al più presto una nuova possibile collocazione alternativa. Non era tuttavia possibile partire completamente da zero affittando, ad esempio, un terreno ed attrezzandolo di tutto punto per le nostre esigenze. Dalla realizzazione di una recinzione per delimitare i nostri spazi alla costruzione di un’eventuale strada di accesso, dalla copertura delle linee di tiro, alla disponibilità di un magazzino, dai servizi igienici all’energia elettrica e idrica, per non parlare della guardiania. l tutto avrebbe comportato un grosso investimento in danaro che i sedici componenti del Gruppo Sociale non potevano certo permettersi di affrontare
Dopo un’affannosa ricerca, fortunatamente, si è riusciti a trovare una struttura già esistente disponibile ad ospitarci, cosa estremamente difficile in una realtà come quella della Capitale. L’esercizio del tiro a segno, seppure con carabine ad aria compressa, non trova facilmente una collocazione.
Risolti, pertanto, i problemi dello spazio e della guardiania, disponibili sia l’energia elettrica sia i servizi essenziali, il grosso del problema restava quello di allestire una copertura per le nostre linee di tiro ed un magazzino per stivare le nostre attrezzature. Un po’ di conti, una molto contenuta autotassazione, da parte dei sedici componenti del Team, tanta buona volontà e tanta fatica hanno alla fine consentito di rivedere un minimo di futuro per la nostra attività.
Due gazebo per realizzare una tettoia da sedici metri, un container usato da cantiere per stivare le nostre attrezzature, i collegamenti all’impianto elettrico ed idrico della struttura ospite, la sistemazione dei porta-bersagli nell’area di tiro, un massacrante trasloco delle tonnellate di ciarpame ammucchiate all Pisana e si può ripartire, anche se le cose da fare sono ancora moltissime.






Un cenno sulla struttura che ci ospita, i Laghi del Salice, è d’obbligo. Grandi spazi molto ben curati che offrono oltre a due laghi di pesca sportiva, dai quali prende il nome, annovera un ottimo ristorante, una pizzeria, uno dei più conosciuti e frequentati dancing della Capitale e, per finire, il “Castrum” un bellissimo ed elegante resort, realizzato ristrutturando con grande stile dei vecchi casali trasformandoli in un vero e proprio borgo d’epoca.










Cosa volere di più?
Certo, tutto quanto condensato nelle poche righe che precedono, non è stato di facile realizzazione. A partire dalla ricerca del posto sino all’individuazione del modo più economico per individuare le strutture necessarie per la nostra disciplina sportiva acquistarle e metterle successivamente in opera. L’età media dei sedici componenti del Team si piazza decisamente sopra i sessantacinque, fattore non certo trascurabile quando si pensa che la “forza lavoro” ha dovuto necessariamente scaturire da loro e dai loro molteplici “acciacchi di salute”.
Nonostante questo, con grande soddisfazione di tutti, posso affermare che siamo a buon punto e quasi sicuramente riusciremo a tirare di nuovo dai nostri tavoli entro la prima settimana del prossimo Ottobre.
(N.di R.)
Non posso se non sentirmi responsabile delle fatiche a cui i pochi volenterosi che la compongono si sono sottoposti per farla risorgere dalle sue …ceneri, questa “Fenice”. Per loro grande disgrazia, personalmente sono un trascinatore, ostinato, caparbio testardo e rompiscatole. Questo benedetto, o maledetto che sia, “uccellaccio” l’ho fatto risorgere ben tre volte in dodici anni e ogni volta ho costretto molti dei malcapitati sedici, ormai storici, componenti del Gruppo, a rimboccarsi le maniche e ad armarsi di trapani, frullini e martelli per fare ogni volta un mazzo incredibile. Non capisco perché, dopo averli costretti a tanta fatica e tante angherie, ancora non abbiano deciso tutti assieme di finirmi con un fracco di legnate….